“L’elevato numero di alunni che in ogni ordine e grado di scuola continuano ad avvalersi dell’Irc, seppur in modo non omogeneo sul territorio, testimonia l’apprezzamento diffuso per una proposta di cui si riconosce – soprattutto per l’opera meritoria dei suoi insegnanti – l’autentico impegno culturale e la sincera dedizione educativa”.
Così scrivono i Vescovi italiani nella recente nota pastorale “L’insegnamento della religione cattolica: laboratorio di cultura e dialogo”, pubblicata nel dicembre scorso in occasione dei 40 anni dall’Intesa tra CEI e Governo che ha ridisegnato la presenza di tale disciplina nella scuola italiana, mettendola a disposizione di quanti desiderano avvalersene.
Ai “numeri” dell’Irc fa riferimento anche il card. Matteo Zuppi, presidente della CEI, nell’introduzione del testo: “In un quadro che vede un numero di avvalentisi dell’Irc superiore all’80% a livello nazionale, il documento non trascura le difficoltà presenti soprattutto nella gestione organizzativa e nell’applicazione della normativa specifica da parte delle scuole. Continua a far pensare la possibilità offerta agli alunni più grandi di poter uscire da scuola privandosi di un’occasione formativa quale l’Irc o l’attività alternativa. Superiori alle criticità sono comunque i segnali di vitalità, da cui emerge come l’Irc si confermi uno strumento di arricchimento culturale, di attenzione educativa, di dialogo sincero con tutte le istanze provenienti dal mondo contemporaneo, avviandosi a proseguire con convinzione il suo servizio alla scuola”.
Nella tabella allegata le statistiche relative alla rilevazione sull’anno scolastico 2024/25, con il dettaglio dei diversi ordini di scuola e aree geografiche.