Settemila cuori che battono tutti insieme, unito dall’ascolto delle parole di papa Leone XIV. Il 25 aprile l’Aula Nervi si è trasformata in un grande organo, vitale e pulsante, per ospitare l’incontro con il Santo Padre, a conclusione del 3° Meeting nazionale degli insegnanti di religione “Il Cuore parla al Cuore”. Un popolo trepidante e festoso, a cui il Papa ha donato parole di gratitudine e incoraggiamento: “Il vostro servizio, espressione della cura della Chiesa per le nuove generazioni, è come un trampolino di lancio da cui ragazzi e giovani possono imparare a tuffarsi nell’affascinante avventura del dialogo interiore”, ha riconosciuto il Pontefice, “e questo costituisce un elemento indispensabile di quell’alleanza educativa di cui oggi c’è tanto bisogno”.
Ma non solo: “L’insegnamento della religione cattolica è una disciplina di grande valenza culturale”, ha aggiunto, “utile alla comprensione delle dinamiche storiche e sociali, nonché delle espressioni del pensiero, dell’ingegno e delle arti che hanno dato forma e continuano a plasmare il volto dell’Italia, dell’Europa e di tanti Paesi del mondo”.
Ricordando il motto di Cor ad cor loquitur di San John Henry Newman, Dottore della Chiesa e co-patrono del mondo educativo, a cui il Meeting si è ispirato, papa Leone XIV ha evidenziato come: “Queste parole contengono la proposta di un cammino in cui la verità è la meta e la relazione personale la via per raggiungerla. In un’epoca in cui viviamo costantemente assediati da stimoli di ogni genere, ridurre al silenzio quella voce è facilissimo […] Perciò, educare a sentirla o a ritrovarla è uno dei doni più grandi che si possano fare alle nuove generazioni”.
E ha proseguito: “I vostri alunni non hanno bisogno di risposte preconfezionate, ma di vicinanza e onestà da parte di adulti che li affianchino con autorevolezza e responsabilità, mentre affrontano le grandi domande della vita”. Specialmente in un periodo in cui, ha concluso il Santo Padre, la scuola – in Italia, ma non solo – ha davanti a sé: “Sfide drammatiche e al contempo esaltanti. Per questo la Chiesa, che cammina con voi, vi invia ad essa come «servitori del mondo educativo, coreografi della speranza, ricercatori infaticabili della sapienza, artefici credibili di espressioni di bellezza» (Lett. ap. Disegnare nuove mappe di speranza, 11.3).
Prima dell’incontro con il Papa, la mattinata è stata animata dalla preghiera guidata da S.E. Mons. Giuseppe Baturi, Segretario generale della CEI e dalle canzoni dei The Branches, un gruppo di ragazzi, alcuni dei quali insegnanti di religione. Un riscontro particolarmente caloroso, poi, ha avuto la proiezione del video L’ora libera: un cortometraggio prodotto da RAI Cinema e da One Pictures, nato da un’idea di Claudia Caneva, preside dell’ISSR Ecclesia Mater di Roma. Interpretato da Samule Carrino, il cortometraggio mette in scena l’incontro decisivo e intenso tra uno studente con gravi problemi familiari e un’insegnante di religione (interpretato da Gabriel Montesi), destinato a incidere sulla traiettoria esistenziale del ragazzo.
Significative, infine, le testimonianze che hanno costellato la mattinata: da quella di Andrea Monda, direttore dell’“Osservatore Romano” ed ex insegnante di religione, a quella dell’attrice Giusy Buscemi; fino alla presenza delle docenti: Emanuela Magli e Maria Raspatelli. Quest’ultima è stata votata migliore docente al mondo da una giuria di esperti non cattolici, vincendo nel 2022 il Global Teacher Award 2022. Si è così concluso un evento che, come ha ricordato don Alberto Gastaldi, direttore dell’UNESU e responsabile del Servizio per l’insegnamento della religione cattolica, ci invita a: “Guardare ai nostri ragazzi con uno sguardo ancora più amorevole. Attraverso il Meeting è emersa chiara l’indicazione di parlare al loro cuore, e che la missione dei docenti dell’IRC è fare incontrare la scuola con la vita”.